Come proteggere il software e le applicazioni e in generale un’opera d’ingegno?

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Un software e quindi anche un’applicazione possono essere protetti in due modi principali, anzi, a dire il vero, tre.

Occorre effettuare una distinzione tra la legge sul diritto d’autore [in Italia L. n. 633/41] che protegge le opere d’ingegno, creative e originali, appartenenti al mondo dell’arte, del linguaggio, della fotografia, della cinematografia, le banche dati, i programmi per elaboratore, ecc e la legge sulla proprietà industriale [in Italia, il Codice della proprietà industriale, D.Lgs. n. 30/2005 e succ. modif.] che invece protegge i segni distintivi [i marchi], le invenzioni, il design, il know how.

Per ricevere protezione mediante la legge sul diritto d’autore, non sono necessari adempimenti amministrativi, è sufficiente che l’opera sia originale e creativa e che sia stata “creata”. Chi sostiene di essere autore di quell’opera, una fotografia, un libro, una frase originale, un brano musicale, una scultura, un software, un’applicazione, deve quindi avere la prova certa di essere lui stesso l’autore dell’opera e di averla creata prima di un altro che vanta lo stesso diritto. Nell’ordinamento italiano vale il principio del possesso vale titolo. E allora, un lettore può giustamente chiedersi: ma se l’opera mi viene rubata, come mi proteggo? Come faccio a provare che sono io l’autore? E ancora: se qualcuno copia la mia opera e la rende pubblica prima di me come dimostro di essere stato io in verità il primo a realizzarla? E’ ovvio che per evitare plagi, non è sufficiente l’inserimento del simbolo del copyright “©”, questo al massimo potrà avere un effetto inibitorio, ma non aiuterà in tutti i casi e soprattutto non basterà quando il plagio o comunque il fatto illecito è già avvenuto; a quel punto, occorrerà infatti dimostrare di essere l’autore dell’opera… quello vero.

Come fornire la prova di essere autore dell’opera?

La prova di essere autore dell’opera può essere fornita in ogni modo, con i bozzetti, i lavori preparatori, con minuzie, appunti.

Tuttavia, è sempre opportuno procurarsi anche la data certa del tempo in cui l’opera è stata creata o pubblicata per la prima volta. Un autore può procurarsi la data certa, ad esempio auto inviandosi l’opera via pec [o inviandola ad una persona di fiducia], sistema che oggi ha sostituito la vecchia raccomandata a/R che i musicisti erano soliti inviarsi per proteggere i loro master. La pec o una raccomandata con ricevuta di ritorno attribuiscono infatti data certa ad ogni documento o oggetto inviato con essa. E’ ovvio che tale sistema non può essere adoperato in tutti i casi, non può valere per tutte le opere e non offre una protezione pienamente sicura, in quanto i pacchi e le raccomandate possono essere smarrite o i sistemi non funzionare correttamente.

Ad esempio, se si vuole proteggere una scultura, un soggetto dovrebbe auto inviarsi i bozzetti e i disegni o fotografie dell’opera. E comunque in tutti i casi è sempre opportuno firmare tutto con una firma digitale.

Altro modo è quello di presentare per primi l’opera in pubblico o pubblicarla su giornali, riviste o sul web oppure depositarla presso un notaio o un pubblico ufficiale che attesti mediante sottoscrizione la data certa sull’opera; il notaio o il pubblico ufficiale redige un verbale in cui si attesta la data di creazione dell’opera e di consegna dell’opera [ovvio che se si tratta di un’opera tridimensionale non necessariamente va consegnata a meno che non si vuole che il notaio la custodisca pure] che costituisce atto pubblico e fa piena prova fino a querela di falso.

Un altro metodo per procurarsi tale prova può essere la registrazione dell’opera presso la SIAE [se si tratta di opera cinematografica o software è possibile registrarle nei rispettivi pubblici registri tenuti presso la SIAE] o depositare l’inedito presso la sezione OLAF della stessa SIAE se l’opera non è stata ancora resa nota. La SIAE ha infatti istituito il servizio di deposito delle opere inedite, che è utilizzabile anche da chi non è iscritto alla Società. Con questo servizio è possibile ricevere l’attribuzione di una data certa [esistenza in vita] su un’opera non pubblicata. Il deposito vale per cinque anni e può essere rinnovato alla scadenza per lo stesso periodo.

Esiste infine un metodo più innovativo e probabilmente anche più sicuro per proteggere le opere d’ingegno, ossia quello di firmare digitalmente i file relativi alla stessa opera, quindi immagini, pdf, file musicali, file video [o bozzetti e/o appunti riferiti allo sviluppo e alla realizzazione di un’opera tridimensionale] e apporvi una marca temporale con cui si attribuisce alla stessa una data certa. Firma digitale e marca temporale attribuiscono paternità certa all’opera e certificano che in quella data e a quell’ora quel documento o quel file è stato così firmato.  

Autore Avvocato Spedicato IP ICT Privacy

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy