Valutazione e Difesa a livello comunitario di Disegni e Modelli non registrati contro le riproduzioni abusive

opere di design contraffazione tutela

La CGUE sulla nozione di “impressione generale” in materia di disegni e modelli (art. 6 Reg. n. 6/2002) e sull’onere della prova relativo al carattere individuale (art. 85 paragrafo 2 Reg. n. 6/2002)

 

 Il 19 Giugno scorso la CGUE si e’ pronunciata su una domanda pregiudiziale avente ad oggetto l’interpretazione del Regolamento n. 6/2002 in materia di disegni e modelli comunitari.

La domanda pregiudiziale posta alla Corte, relativa ad un caso di contraffazione di modelli e disegni non registrati, aveva ad oggetto in particolare l’interpretazione degli artt. 6 e 85 paragrafo 2 del Regolamento suindicato.

Il Regolamento n. 6, tutela le opere di design non registrate per un periodo di 3 anni decorrenti dalla prima divulgazione del modello o disegno, la tutela, di gran lunga inferiore in termini di tempo a quella prevista per le opere di design registrate (queste ultime sono tutelate per 5 anni decorrenti dalla data di presentazione della domanda, rinnovabili per periodi di 5 anni fino ad un massimo di 25), e’ offerta in relazione a quelle opere di design per le quali si riscontrino i medesimi requisiti di novita’ e carattere individuale previsti dalla legge ai fini della registrazione.

La questione posta dalla Supreme Court Irlandese alla quale una designer inglese si era rivolta perche’ le sue creazioni di moda erano state riprodotte e vendute, senza consenso, da una catena di negozi irlandesi, verte su due questioni pregiudiziali, ovvero:

“1)  Se nel valutare il carattere individuale di un disegno o modello per il quale si rivendica il diritto di tutela come disegno o modello comunitario non registrato, ai sensi del regolamento n. 6/2002, l’impressione generale prodotta sull’utilizzatore informato, ai sensi dell’articolo 6 di tale regolamento, debba essere considerata con riferimento alla differenza rispetto all’impressione generale suscitata in tale utilizzatore: a) da qualsiasi singolo disegno o modello che sia stato anteriormente divulgato al pubblico, oppure b) da qualsiasi combinazione di elementi di disegni o modelli noti di più di uno di siffatti disegni o modelli anteriori.

2)  Se un tribunale dei disegni e modelli comunitari sia tenuto a considerare valido un disegno o modello comunitario non registrato, ai sensi dell’articolo 85, paragrafo 2, del regolamento n. 6/2002, qualora il titolare del diritto si limiti ad indicare da cosa sia costituito il carattere individuale del disegno o modello, o se invece il titolare del diritto sia tenuto a provare che il disegno o modello ha carattere individuale ai sensi dell’articolo 6 del regolamento medesimo”.

La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato che, per valutare correttamente se un modello o disegno non registrato sia stato copiato da un altro, l’articolo 6 summenzionato deve essere interpretato nel senso che l’analisi per determinare “l’impressione generale prodotta sull’utilizzatore informato”, che esamina un modello o disegno, deve riguardare non elementi specifici o parti di disegni o modelli anteriori, ma uno o piu’ disegni o modelli precisi, individualizzati, determinati e identificati tra l’insieme dei disegni o modelli divulgati al pubblico in epoca anteriore. L’impressione suscitata deve essere misurata dunque da un punto di vista globale, in relazione alle caratteristiche del design e il confronto tra il modello o disegno da tutelare e quello presunto imitatore può essere effettuato non solo in maniera diretta ma anche indiretta, ovvero in relazione al ricordo che l’utilizzatore informato ha del design da proteggere quando osserva quello illegittimo (cfr. sentenze Pepsi Co/Grupo Promer Mon Graphic, C‑281/10 P, EU:C:2011:679 e Neuman e a./José Manuel Baena Grupo, C‑101/11 P e C‑102/11 P, EU:C:2012:641), tale confronto, fondato sul ricordo dell’utilizzatore informato, non deve riferirsi a elementi specifici di piu’ disegni o modelli, bensi’ al ricordo che l’utilizzatore ha di un singolo modello determinato. In altri termini, nel valutare se un design sia stato o meno copiato da un altro non deve farsi riferimento dunque a combinazioni del design o suoi singoli elementi slegati tra loro, ma a specifici e precisi modelli o disegni.

Per quanto riguarda invece l’interpretazione dell’art. 85 paragrafo 2 del Regolamento n. 6/2002, ovvero se il titolare del design non registrato che richiede tutela debba fornire la prova del carattere individuale, la Corte ha dichiarato che tale disposizione non impone un obbligo di dimostrare, ai fini della tutela, l’ esistenza del carattere individuale la cui presenza nell’opera di design deve presumersi. Il titolare del disegno o modello interessato alla tutela deve, ai sensi dell’art. 85, specificare esclusivamente l’oggetto della protezione che rivendica, indicando solo quali elementi del suo disegno o modello attribuiscano ad esso un carattere individuale.

Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) ha concluso:

“1) L’articolo 6 del regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari, deve essere interpretato nel senso che, affinche’ un disegno o modello possa essere considerato dotato di un carattere individuale, l’impressione generale da esso prodotta sull’utilizzatore informato deve essere diversa da quella prodotta su tale utilizzatore non da una combinazione di elementi isolati, tratti da piu’ disegni o modelli anteriori, bensi’ da uno o piu’ disegni o modelli anteriori, considerati singolarmente.

2) L’articolo 85, paragrafo 2, del regolamento n. 6/2002 deve essere interpretato nel senso che, affinche’ un tribunale dei disegni e modelli comunitari consideri valido un disegno o modello comunitario non registrato, il titolare di tale disegno o modello non e’ tenuto a provare che esso presenta un carattere individuale ai sensi dell’articolo 6 del regolamento medesimo, ma deve unicamente indicare in cosa tale disegno o modello presenti tale carattere, ossia identificare l’elemento o gli elementi del disegno o modello interessato che, a giudizio del suo titolare, conferiscono ad esso tale carattere.”

 

Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy