Droni in volo! Come evitare guai legali e sanzioni per violazione della Privacy.

droni salento

Come accennato nella prima parte di questo approfondimento sui sistemi APR, parliamo adesso di Droni e Privacy, con particolare riferimento all’uso delle riprese in pubblicità e poniamo il caso che il vostro drone, impiegato in operazione specializzata commissionata (attività di marketing territoriale) in zone critiche (città turistica o spiaggia), dotato di ogni autorizzazione richiesta dalla legge, nel riprendere lo spettacolo paesaggistico di una località di mare o di una cittadina turistica, riprenda anche alcune persone comuni e bambini. Vi domanderete: posso utilizzare le immagini o devo richiedere a ciascuna di queste persone l’autorizzazione all’impiego della loro immagine in pubblicità?

Ebbene, da un punto di vista normativo, in relazione al diritto all’immagine, sono sorti non pochi dubbi, poi risolti dalla Cassazione.

Posso riprendere l’immagine di una persona senza il suo consenso?

Innanzitutto, partiamo col dire che ogni operazione di ripresa che viene effettuata da un drone, le cui immagini e le cui scene riprendono persone, elementi o oggetti che le rendono identificate o identificabili, rientra nel trattamento dei dati personali, a meno che non si tratti di riprese effettuate da parte di una persona fisica per fini privati e allora, ai sensi dell’art. 5, comma terzo: Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice, solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31. Ad ogni modo, prima di parlare di dati personali, in relazione al Codice Privacy (D. Lgs. n. 196/2003), è necessario sapere che esistono altre norme, in verità, più anziane relative alla tutela dell’immagine altrui. Il diritto all’immagine è un diritto della personalità e come tale inviolabile. L’art. 10 del Codice Civile, relativo all’Abuso dell’immagine altrui stabilisce, in merito, che

Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.

Questo significa che se è ammesso riprendere l’immagine di un soggetto, fotografarla o anche ritrarla, non è ammesso, senza il suo preventivo consenso, esporre in pubblico o pubblicare l’immagine ritratta. Il soggetto, nei casi di utilizzo non autorizzato, è legittimato a far intervenire l’autorità giudiziaria per far cessare l’abuso e richiedere, in caso di danno, il risarcimento.

Questo articolo del Codice Civile deve essere letto in combinato disposto con gli articoli 96 e 97 della legge sul diritto d’autore (L. n. 633/41) che disciplinano il ritratto. In particolare, l’art. 96 stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esibito, messo in commercio o riprodotto senza il consenso di questa. Pertanto, anche secondo tale disposizione, se non è necessario il consenso del soggetto la cui immagine si riferisce, per effettuare la ripresa in luoghi pubblici, così non è quando quella ripresa deve essere utilizzata per essere esibita, sfruttata economicamente o riprodotta.

Spostando questi termini, al caso drone: se sono in spiaggia con il mio drone per svolgere, ad esempio, delle operazioni di ripresa per scopi pubblicitari per conto di un cliente e ottengo un consenso verbale dai passanti per riprendere le loro immagini, lo stesso consenso non vale, se poi quelle immagini devono essere impiegate per fini pubblicitari, per inserirle sul mio sito web o perché esse sono parte di un video per il cliente. In tal caso, per non violare l’art. 10 del CC e l’art. 96 della LDA devo ottenere dai soggetti ripresi uno specifico consenso all’uso delle loro immagini (meglio se scritto e sottoscritto).

Vi sono delle eccezioni al consenso, per così dire e sono espresse dall’art. 97. Secondo questa disposizione, infatti, quando la riproduzione dell’immagine è motivata dalla notorietà della persona, dal suo ruolo sociale o da fini di giustizia, polizia o da scopi scientifici, didattici di natura culturale o connessa a fatti, episodi, cerimonie di interesse pubblico, l’autorizzazione (tecnicamente definita “release”) della persona ripresa non è necessaria.

Si tenga presente che, anche se il personaggio è noto, occorre rispettare alcune regole, precisate dalla Cassazione.

Riprendere l’immagine di un personaggio famoso durante un evento di interesse pubblico legato al suo ruolo sociale e usare quell’immagine per fini in qualche modo legati sempre a quel ruolo (per intenderci, ad es. cantante ripreso durante un suo concerto, utilizzo del video che lo riprende in una rivista che parla di musica) non comporta l’obbligo di ottenere l’autorizzazione. Diverso è se quell’immagine viene poi impiegata per scopi pubblicitari. Se vi sono finalità di lucro nell’ uso dell’immagine del personaggio, infatti, l’autorizzazione è fondamentale. In particolar modo, se si tratta di personaggio famoso che guadagna dallo sfruttamento della propria immagine! …

Tornando invece alle riprese di persone comuni, occorre tenere conto di alcune precisazioni che la Corte di Cassazione ha offerto per le immagini fotografiche che, ad ogni modo, possono essere applicabili anche alle riprese effettuate con i droni. Sostanzialmente, in linea di massima, si può dire che se il drone è teso a riprendere il paesaggio, il luogo pubblico o aperto al pubblico o meglio se il soggetto delle riprese è la spiaggia, il mare, il territorio, le chiese e situazioni simili e in queste riprese appaiono persone identificabili, ma definibili come elementi secondari nella ripresa, l’autorizzazione all’uso delle immagini di quei soggetti non è necessaria. Diversamente, se il contesto, l’ambiente, il paesaggio sono solo di contorno e le immagini si focalizzano sulle persone che costituiscono l’elemento principale delle riprese, allora è doveroso chiedere il consenso o oscurare quelli elementi che rendono identificabili i soggetti. Ovviamente, in tali casi è molto difficile stabilire un limite unico e saldo: si comprende bene, pertanto, come queste siano precisazioni di massima, in ogni caso, ogni circostanza e immagine va analizzata singolarmente.

Pensiamo poi al caso in cui il nostro drone riprendesse dall’alto una barca, sulla quale è ben visibile una persona in atteggiamenti intimi con un’altra dello stesso sesso. Rendere pubbliche queste immagini, senza il suo consenso, significherebbe violare anche i dati sensibili del soggetto stesso!

Ogni dubbio giuridico può essere comunque evitato, rendendo irriconoscibili i soggetti o le cose private riprese, sempre che questa operazione non incida negativamente sul risultato finale del video!

Posso riprendere l’interno di una dimora privata dall’esterno?

In questi casi, occorre prestare particolare attenzione anche al modo in cui vengono effettuate le riprese. Se quelle eseguite in luoghi aperti al pubblico, tranne per i ritratti e per quelle riprese dove il soggetto risulta l’elemento principale della scena (come chiarito precedentemente), non hanno bisogno di consensi, quelle effettuate violando l’intimità della vita privata (ad esempio riprese da dimora privata), attraverso l’uso di espedienti particolari, non sono lecite, se non previo consenso. La Cassazione ha ritenuto che la ripresa fotografica da parte di terzi lede la riservatezza della vita privata ed integra il reato di cui all’art. 615 ter c.p., quando le riprese vengono effettuate sfruttando escamotage tali da superare dei confini che senza quelli escamotage impedirebbero la normale visione dall’esterno. Al contrario, se l’azione può essere osservata dall’esterno, senza sfruttare particolari stratagemmi, il titolare del domicilio non può vantare la pretesa del rispetto alla sua riservatezza (Cass. Pen. n. 40577/2008). Interessante sarebbe capire se la medesima interpretazione vale quando ad esempio un giardino privato viene ripreso dall’alto! Si tratta di normale osservazione dall’esterno o i regolari confini di visibilità e riservatezza devono intendersi, in questi casi, violati mediante stratagemmi?

Come rispettare la normativa Privacy durante le riprese con drone

Fino a qui abbiamo parlato di immagini e ritratti, passando ora invece al concetto di dato personale, il Codice Privacy (D. Lgs. n. 196/2003) lo definisce come qualsiasi informazione di un soggetto che lo rende identificato o identificabile e dunque, anche ad esempio la voce, un tatuaggio particolare, la targa di un autoveicolo. Si comprende che, mentre nelle norme che abbiamo analizzato precedentemente si parlava dell’ immagine di un soggetto, quindi di volti, di ritratti, con il Codice Privacy dato personale può anche essere semplicemente un’auto che rende identificabile un soggetto. Pertanto, per coloro che devono effettuare le riprese con i droni, in particolare per fini professionali, la situazione diventa un po’ più complessa. Già il regolamento ENAC stabilisce che, coloro che devono effettuare operazioni specializzate critiche (quindi il sorvolo su agglomerati urbani o zone dove possono trovarsi persone) devono, sin dalla fase di richiesta dell’ autorizzazione ad ENAC, specificare se vi è la possibilità durante tali operazioni che vengano effettuati trattamenti di dati personali, precisare le modalità del trattamento, le finalità e gli strumenti di sicurezza per limitare al massimo l’uso dei dati personali. Il regolamento specifica, inoltre, che nei casi di trattamento dei dati personali a mezzo SAPR, lo stesso deve essere effettuato, in ogni caso, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, limitando l’identificazione degli interessati ai soli casi in cui questo sia necessario e rispettando tutte le misure di sicurezza previste dal Codice Privacy (D. lgs. n. 196/2003) e dal Garante.

Un provvedimento particolarmente importante relativamente alle riprese con videocamera è quello emanato dal Garante dei Dati Personali relativamente alla videosorveglianza. Anche se l’attività svolta con i droni non si può definire propriamente come attività di videosorveglianza tuttavia, in assenza di altri provvedimenti più specificamente riferiti alle riprese a mezzo droni (che comunque non tarderanno ad arrivare), possiamo dire possa costituire, per ora, un punto di riferimento per chi opera o intende operare con tali strumenti. Il provvedimento del Garante stabilisce che, nei casi di attività di videosorveglianza è necessario rendere un’informativa, seppur minima, ai soggetti che verranno ripresi, informandoli della presenza di telecamere attraverso l’indicazione del trattamento e le finalità perseguite. Tale informativa che può essere resa su supporti ben visibili (tipo cartelli) deve rimandare ad una più dettagliata, magari inserita sul sito web del titolare del trattamento. In tali casi, occorrerà definire precisamente chi è il titolare del trattamento dei dati anche all’interno del contratto: da un lato c’è l’operatore che si occupa delle riprese e del montaggio definitivo del video, dall’altro chi ha commissionato il video che effettivamente lo utilizzerà.

In ogni caso, dice il Garante, il titolare del trattamento, anche per il tramite di un incaricato, ove richiesto è tenuto a fornire, anche oralmente un’informativa adeguata, contenente gli elementi individuati dall’art. 13 del Codice.

Ma il punto 5 del provvedimento precisa che nei casi di utilizzo di web cam o camera-on-line a scopi promozionali-turistici o pubblicitari “Le attività di rilevazione di immagini a fini promozionali-turistici o pubblicitari, attraverso web cam devono avvenire con modalità che rendano non identificabili i soggetti ripresi. Ciò in considerazione delle peculiari modalità del trattamento, dalle quali deriva un concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per gli interessati: le immagini raccolte tramite tali sistemi, infatti, vengono inserite direttamente sulla rete Internet,  consentendo a chiunque navighi sul web di visualizzare in tempo reale i soggetti ripresi e di utilizzare le medesime immagini anche per scopi diversi dalle predette finalità promozionali-turistiche o pubblicitarie perseguite dal titolare del trattamento”.

In considerazione del fatto che anche le riprese con i droni oramai possono finire direttamente, sulla rete internet per fini pubblicitari o di marketing, in questo punto del provvedimento del Garante, può rientrare anche la ripresa a mezzo drone. In tali casi, eventuali soggetti ripresi devono risultare non identificabili.

Le implicazioni circa l’uso dei droni sono molteplici, non solo nell’ambito del marketing e della pubblicità, potremmo avere dei droni postini, dei droni corrieri (anche in ambito sanitario e qui le questioni, relative alla tutela dei dati personali sono più delicate), dei droni che mappano le aree, ecc.

Ogni utilizzo, va valutato singolarmente e specificamente, in attesa di una normativa completa del settore che chiarisca agli operatori come comportarsi e quali accorgimenti tecnici e giuridici adottare anche il gruppo dei Garanti Europei (Gruppo Articolo 29) si sta occupando della questione e lo scorso 19 Giugno ha emanato un provvedimento che riporta alcune raccomandazioni in materia di tutela dei dati personali a costruttori e operatori e legislatori, raccomandando l’adozione di norme che, analizzando l’impatto dei droni sulla riservatezza dell’individuo, ne specifichino le modalità d’uso, indicando gli strumenti tecnici adeguati per fornire l’informativa.

“Le attuali regole giuridiche rischiano di non essere più adeguate a questi nuovi sistemi di raccolta di dati personali così invasivi. Dobbiamo puntare sempre di più sulla ‘privacy by design’, su tecnologie rispettose dei diritti di libertà delle persone fin dalla loro progettazione Il parere dei Garanti Ue – conclude il Garante Italiano, Antonello Soro – è un primo passo”.

Tra le raccomandazioni delle Authority si raccomanda agli operatori il rispetto dell’obbligo di rendere l’informativa, in base al tipo di operazione svolta. In merito alla stessa, si raccomanda l’impiego di cartelli e informative pubblicate anche sui siti delle Autorità di aviazione competenti, consigliando l’adozione di misure per informare della presenza e rendere visibile il drone. Gli operatori devono ridurre al minimo la raccolta dei dati personali e adottare idonee misure di sicurezza.

 

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Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy