Registrazione di marchio tridimensionale: occhio alla rappresentazione grafica da allegare alla domanda! In analisi, il settore automotive

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La recente sentenza della CGUE che ha respinto il ricorso presentato dalla Jaguar Land Rover Ltd, in relazione al rifiuto della Commissione di ricorso dell’UAMI in merito alla registrazione del marchio tridimensionale del modello Range Rover Evoque, presta il fianco a valutazioni di carattere tecnico, relativamente alla procedura di registrazione di un marchio.

Ed, infatti, la Corte nella sua recente sentenza (25 novembre 2015), se respinge il ricorso dell’azienda automobilistica, accogliendo le motivazioni della Commissione di ricorso dell’UAMI, basate sull’assenza di carattere distintivo (ai sensi dell’art. 7 del Regol. n. 207/2009) dei disegni presentati in fase di procedura di registrazione per descrivere il marchio, perché, a detta dalla Corte, nessuna delle forme presentate si discosterebbe dalle forme usuali e normali di automobili, ma sarebbe solo una mera variazione della forma tipica di una macchina, sottolinea che nel valutare la domanda di registrazione l’esaminatore deve prendere in considerazione solo ed esclusivamente quanto indicato nella domanda e non può riferirsi ad elementi che in essa non compaiono.

 

Se, pertanto, nella domanda vengono presentati solo disegni privi di dettagli, senza fare alcuna menzione del modello del prodotto esistente, né presentarne il nome o esibire modelli in scala che permettono di evidenziare i particolari e le rifiniture che differenziano il segno tridimensionale dagli altri presenti sul mercato (si trattava di autovetture, per cui i dettagli sono fondamentali) e tali elementi vengono presentati solo successivamente, non possono essere presi in considerazione, ai fini della registrazione del marchio. Né possono essere considerate le recensioni dei consumatori, quando si riferiscono ai modelli di prodotti esistenti e non ai disegni presentati a corredo della domanda di registrazione. Le rappresentazioni grafiche, presentate successivamente, in tali casi non saranno identiche al marchio di cui è stata richiesta la registrazione. Infatti, nel caso di specie, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Commissione di ricorso, in quanto effettuata sui “disegni presentati e non riferita a quanto poi spiegato verbalmente dai ricorrenti”.

Concludendo, l’UAMI può prendere in considerazione solo le caratteristiche del marchio richiesto che figurano nella domanda di registrazione e nei documenti ad essa allegati, deve escludere dalla sua valutazione quelle che non figurano. Di conseguenza, i dettagli di una rappresentazione grafica depositati, ai fini della registrazione come marchio comunitario tridimensionale devono, da soli, permettere di determinare se il marchio richiesto si discosta in maniera significativa dalla norma o dagli usi dei settori interessati, e non è quindi privo di carattere distintivo ai sensi dell’articolo 7 (1) (b), del regolamento n 207/2009.

Occhio, dunque, a quello che viene inserito nella domanda di registrazione: la rappresentazione grafica deve essere autonoma e chiara, al fine di permettere all’esaminatore di determinare con precisione l’esatto oggetto della tutela conferita dal marchio al suo titolare.

In relazione al caso di specie, la CGUE ha comunque escluso la registrazione del marchio tridimensionale in relazione ai veicoli di locomozione terrestri, mentre l’ha ammessa per i veicoli di locomozione aerea o acquatica, perché solo in relazione a questi ultimi ha accertato la presenza del carattere distintivo del marchio tridimensionale qui ad oggetto.

Magari, presto vedremo in cielo una macchina volante o una barca a forma di “Range Rover Evoque”, anche perché, solo in questi casi, stando alla decisione della CGUE, potrebbe essere sfruttata la privativa su questo marchio tridimensionale!

Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy