Le regole fondamentali per un sito di commercio elettronico a norma

regolamentazione siti di commercio elettronico

Raccomandazione dell’OCSE sulla tutela dei consumatori nel commercio elettronico

L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il 24 Marzo scorso ha pubblicato una nuova raccomandazione, che va a sostituire la precedente raccomandazione sul commercio elettronico emanata nel 1999. Con essa, l’OCSE, tenendo conto della rapida diffusione e del maggiore sviluppo che le attività commerciali sulla rete Internet e le transazioni online hanno avuto negli ultimi anni, delinea i principi sulla base dei quali devono essere implementati i siti di commercio elettronico, al fine di tutelare i consumatori.

Innanzitutto, l’OCSE raccomanda alle imprese che intendono avviare siti di commercio elettronico, l’impiego dei medesimi principi di trasparenza e protezione utilizzati nelle altre forme di commercio, avendo particolare attenzione nei confronti dei minori e dei disabili.

Molto importante è il riferimento al principio di buona fede nelle pratiche pubblicitarie online e/o che nelle operazioni di web marketing, questo significa bandire, nella comunicazione d’impresa online, le pratiche commerciali e le dichiarazioni che possano in un certo modo risultare fuorvianti, ingannevoli, scorrette, false o sleali. E’ necessario essere trasparenti e chiari, dunque, evitando omissioni e clausole abusive, nella redazione dei contenuti, in particolar modo nei termini e nelle condizioni, in modo da non influenzare la decisione del consumatore.

Le imprese devono rispettare la normativa in relazione al trattamento dei dati personali, implementando sistemi idonei e adottando misure di sicurezza adeguate, oltre che informare debitamente il consumatore sulle modalità di trattamento e sulle finalità di raccolta del dato. Le aziende devono consentire liberamente al consumatore di esprimersi con recensioni negative e non limitare la possibilità di accesso agli organismi e/o agli enti che gestiscono i reclami. Le imprese devono indicare chiaramente la loro sede e la loro vera identità.

Ogni attività di pubblicità e di marketing deve essere chiaramente identificabile come tale, deve chiarire le promozioni esistenti sui prodotti/servizi e non nascondere il costo finale degli stessi, inoltre, deve consentire di individuare l’impresa per conto della quale essa viene svolta, in caso contrario la pubblicità deve essere considerata come pratica ingannevole.

Le testimonianze impiegate nelle operazioni pubblicitarie devono essere veritiere e devono riflettere esattamente le opinioni dei testimonial. Qualsiasi connessione materiale tra imprese e testimonial online, che potrebbe influenzare le opinioni dei consumatori su peso o credibilità dell’impresa, dovrebbero essere chiaramente e vistosamente divulgate.

E’ dovere delle imprese che operano online considerare la natura globale di Internet e considerare le diverse realtà e le differenti norme che regolano i loro mercati di destinazione.

E’ indispensabile sviluppare e implementare procedure efficaci e semplici da usare, che consentano ai consumatori di scegliere se o non desiderano ricevere messaggi commerciali non richiesti, via e-mail o con altri mezzi elettronici e rispettare la loro eventuale scelta negativa.

Le aziende non dovrebbero offrire e/o pubblicizzare beni o servizi che comportano un rischio irragionevole per la salute o la sicurezza dei consumatori e dovrebbero cooperare con le autorità competenti quando su un bene o un servizio offerto è rilevato tale rischio.

Le informative online e le condizioni di contratto devono essere facilmente accessibili, evidenti sul sito e redatte in un linguaggio chiaro e comprensibile, in modo che la scelta di acquisto del consumatore sia consapevole, inoltre è necessario consentire al consumatore di conservare le informazioni relative alla transazione.

Nella redazione dei contenuti relativi ad una transazione online è necessario considerare anche le limitazioni tecnologiche dei dispositivi utilizzati dal consumatore (per questo è importante optare per tipologie di siti cosiddetti responsive).

La raccomandazione delinea, inoltre, quali informazioni minime relative all’azienda, alla transazione e ai prodotti/servizi devono essere inserite su una piattaforma di commercio elettronico a tutela del consumatore.

In merito a risarcimenti, l’OCSE raccomanda di garantire un rimborso ai consumatori che patiscano un danno provocato dai beni da loro offerti, se ad esempio questi beni risultino difettosi o anche qualora vi siano stati problemi di consegna, chiarendo le modalità in cui è possibile ottenere i risarcimento.

Peraltro, anche i governi dovrebbero agire in questo senso, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, in modo da assistere il consumatore a gestire facilmente un reclamo relativo ad un acquisto online.

Solo rispettando questi principi ed educando il consumatore a conoscere meglio il mondo della rete, al fine di effettuare scelte consapevoli, sarà possibile aumentare la fiducia dei consumatori nel commercio elettronico. Solo, in questo modo, il commercio elettronico potrà diventare un vero e proprio volano dell’economia negli Stati dell’Unione.

Queste sono le raccomandazioni dell’OCSE. Ma, oltre ai principi base, espressi in materia di commercio elettronico dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, esistono leggi comunitarie, direttive, regolamenti e normative nazionali che regolano le attività d’impresa online, norme che devono essere rispettate per evitare di incorrere in sanzioni amministrative, multe e/o azioni giudiziarie.

Se hai bisogno di mettere a norma il tuo sito di commercio elettronico, il tuo portale, o la tua piattaforma web, se devi svolgere operazioni di web marketing o pubblicità online e non conosci le norme sulla comunicazione d’impresa, contattaci.

Annalisa Spedicato – Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy

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Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy