L’Antitrust sanziona TripAdvisor per pratiche commerciali scorrette.

tripadvisor sanzionata da AGCM

TripAdvisor sanzionata dall’Antitrust: i controlli effettuati dalla societa’ non sono sufficienti a garantire la veridicita’ delle recensioni

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L’istruttoria di AGCM (Autorita’ Garante della concorrenza e del Mercato) nei confronti di TripAdvisor, avviata a seguito delle segnalazioni dell’Unione Nazionale Consumatori, di Federalberghi e di alcuni consumatori, partita nel mese di Maggio scorso sulle possibili pratiche commerciali scorrette, poste in essere da TripAdvisor, è giunta a conclusione a fine dicembre (esattamente l’Antitrust si è pronunciato nell’adunanza del 19 Dicembre 2014), quando l’Antitrust ha accertato la sussistenza di un comportamento scorretto messo in pratica da TripAdvisor, a partire dal settembre 2011. La sanzione amministrativa afflitta è pari a mezzo milione di euro e dovrà essere pagata entro 30 giorni dall’emanazione del provvedimento.

Con il suo provvedimento, l’Antitrust ha, inoltre, imposto a TripAdvisor di interrompere la “diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni”, pubblicate sulla banca dati telematica degli operatori, intimandole altresì di perfezionare le sue procedure di controllo, essendo quelle attuali inadeguate a “contrastare il fenomeno delle false recensioni”.

Secondo l’Autorità, TripAdvisor, infatti, nel pubblicizzare la sua attività, pone particolare risalto al carattere veritiero delle recensioni presenti sul suo sito internet, così da indurre in errore il consumatore, il quale è portato a credere che le informazioni così offerte siano sempre e comunque attendibili e genuine, perché espresse da altri consumatori che, di fatto hanno visitato realmente la struttura commentata sul database. In realtà, dice l’Antitrust, gli strumenti messi a punto da Tripadvisor – qualificato dalla stessa Autorità come un sito equiparabile ad un metasearch – che comunque non interviene sulla verifica della veridicità degli account (è possibile registrarsi anche con dati relativi ad un personaggio di fantasia) e nemmeno sul controllo delle recensioni, non permettono e non sono sufficienti a garantire l’autenticità dei commenti postati sul sito dagli utenti, pertanto, pubblicizzare come autentica la valutazione di un utente su una struttura inserita nel database, che Tripadvisor non è di fatto in grado di accertare e garantire se effettivamente derivata da un’esperienza concreta dell’ipotetico utente presso quella struttura, implica per il professionista Tripadvisor la violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.

Dello stesso parere sembra essere l’AGCOM, chiamata dall’Antitrust ad esprimere un parere in merito: “Tripadvisor, attraverso il proprio portale di recensioni, è in grado di condizionare in modo evidente e tangibile le scelte dei consumatori; il comportamento economico del consumatore può essere alterato dalla presenza di informazioni non veritiere su di un sito che, prospettandosi come la più grande community di viaggiatori, si presume renda un servizio assolutamente imparziale ed affidabile”.

Tripadvisor, dal canto suo eccepisce di essere un hosting provider e che, ai sensi del D. Lgs. n. 70/2003, attuativo della Direttiva sul Commercio Elettronico, non può considerarsi responsabile delle recensioni lasciate da terzi sul suo sito web, in quanto, per un hosting provider non è previsto un obbligo di controllo preventivo. Ma l’AGCM, su questo punto, dichiara che “Il professionista (TripAdvisor) non si limita alla memorizzazione di informazioni, ma a causa del modello di Business sviluppato svolge anche e soprattutto un’attività di classificazione e sistematizzazione delle informazioni”.

Entro 90 giorni Tripadvisor dovrà comunicare all’Autorità le iniziative assunte per scongiurare il perpetrarsi di tale condotta scorretta.

Vedremo cosa accadra’, per ora pare che Tripadvisor dovra’ modificare il suo Regolamento e per iniziare, magari, imporre a coloro che intendano esprimere un personale commento sulle strutture presenti sul suo database, di farlo, “mettendoci la faccia”, ovvero utilizzando esclusivamente il proprio nome e cognome e la propria immagine personale e non più anche mediante l’uso di pseudonimi o nickname come attualmente accade, già questa scelta potrebbe agire come deterrente rispetto alla pubblicazione di recensioni non veritiere.

Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy