Hai un drone? Ti hanno commissionato un video per una campagna di marketing? Segna le regole da rispettare!

Se questa Estate vi venisse in mente di utilizzare il vostro nuovo drone per riprendere una spiaggia gremita di gente, la piccola e storica via affollata di un paesino o un party notturno in un meraviglioso spazio pubblico all’aperto, per poi proporre i vostri video su un blog, sulla vostra pagina Facebook, su You Tube o magari cedere i diritti di quelle immagini ad una rivista telematica, oppure se fate parte di un’agenzia pubblicitaria e avete intenzione di creare la vostra flotta di droni per realizzare video da cedere a magazine online o un vostro cliente vi ha incaricati di realizzare un video per una campagna pubblicitaria e questo comprende riprese in zone specifiche… bene, sappiate che esistono delle nuove regole in fatto di utilizzo dei droni, sono molto rigide ed è bene conoscerle per evitare di incorrere in brutte sorprese.

E poi ovviamente, oltre ad esse, è necessario rispettare il diritto alla riservatezza di persone, luoghi e oggetti privati.

Ricordate quello che accadde qualche anno fa con le riprese per Google map nelle vie delle città? Sostanzialmente, sarete tenuti al medesimo rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali, oltre a dover rispettare il Regolamento ENAC e tenere bene a mente il Prontuario delle infrazioni emanato dal Ministero della Difesa qualche mese addietro proprio in materia di aeromobili a pilotaggio remoto.

Regolamento ENAC. I punti salienti

Innanzitutto, partiamo col dire che il Regolamento Tecnico Enac del 16 dicembre 2013, in parte modificato dalla disposizione ENAC del 16 Marzo 2015, ha stabilito che esistono due tipologie di aeromobili a pilotaggio remoto:

a. l’aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi;

b. l’ Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, utilizzato anche per svolgere attività professionali.

Volendo tralasciare gli aeromodelli, che hanno un uso prettamente amatoriale, possiamo dire che i sistemi APR si dividono a loro volta in quelli con peso superiore o uguale a 25 kg e quelli con peso inferiore.

Alcune regole previste da ENAC valgono per entrambi i modelli, mentre alcune regole sono specifiche per il tipo di modello usato e si differenziano anche a seconda della criticità dell’operazione.

Il SAPR Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR) è un sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, con relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

Quindi, in sostanza quello che tecnicamente si definisce SAPR, sarebbe in termini volgari il drone, diciamo quello per eccellenza e che maggiormente si sta diffondendo, composto dall’aeromobile e dalla stazione di comando e controllo.

Secondo quanto stabilito dal regolamento ENAC, infatti, i SAPR con peso inferiore a 25 kg possono svolgere operazioni di volo non critiche attraverso una “dichiarazione” resa dall’operatore, possono svolgere operazioni di volo critiche invece solo se hanno ottenuto una “specifica autorizzazione alle riprese” da ENAC. Tra le operazioni di volo critiche rientrano il sorvolo del drone e riprese in aree o zone congestionate (aree residenziali, aree urbane, piazze, ecc), aree riservate e linee ferroviarie e stazioni, autostrade e impianti industriali.

Tra le operazioni specializzate non critiche rientrano quelle effettuate nel volume di spazio di altezza massima dal terreno (70 m.) e di raggio (200 m.), cosiddette V70. Le regole dell’aria applicabili per le operazioni in V70 sono quelle dello spazio aereo interessato, inclusa la capacità di “see and avoid”, ovvero “la capacità del pilota, tramite visione diretta, di evitare collisioni a terra con veicoli ed aeromobili, in volo con altri utilizzatori dello spazio aereo, di rispettare le regole dell’aria, di evitare condizioni meteorologiche avverse, di riconoscere segnali visivi, di mantenere la pertinente distanza dalle nubi”.

Ad ogni modo, ogni operazione specializzata, sia essa critica o non critica deve rispettare quanto stabilito all’art. 8 del Regolamento, relativamente alle regole di circolazione.

Le attività di pubblicità svolte a mezzo SAPR rientrano tra le “operazioni specializzate”, se poi queste operazioni vengono realizzate sui seguenti scenari: aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture; aree riservate ai fini della sicurezza dello Stato; linee e stazioni ferroviarie, autostrade e impianti industriali, allora sono da definirsi operazioni specializzate critiche.

Per effettuare operazioni specializzate critiche, in particolare, è necessario quindi dotarsi preventivamente di una specifica autorizzazione rilasciata da parte di ENAC. Peraltro, se l’operazione è commissionata da terzi, si rende necessario un accordo tra l’operatore del SAPR e il committente, nel quale le parti definiscano le rispettive responsabilità e concordino sull’idoneità del SAPR per la specifica operazione di volo e sulle eventuali limitazioni e condizioni connesse, anche con riguardo alle disposizioni in materia di protezione dati di cui all’Art. 27 del Regolamento ENAC.

Tutti i SAPR e le stazioni di controllo devono:

1. essere identificati con apposite targhette che attestino chi è l’operatore;

2. essere dotati di un manuale di volo e

3. di una dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore.

L’operatore è il titolare del drone (ad es. può essere il titolare di un’agenzia di pubblicità che ufficialmente è registrato come proprietario del drone, per intenderci) che può comandarlo personalmente o incaricare anche un pilota.

Cosa deve fare chi ha interesse a diventare pilota di drone?

  • essere maggiorenne;
  • avere un certificato medico di II classe di idoneità fisica;
  • essere in possesso di una licenza di volo o attestato (brevetto);
  • deve aver effettuato il programma di addestramento;
  • dimostrare di aver effettuato 3 atterraggi e 3 decolli nei 90 giorni precedenti all’impiego;
  • rendersi identificabile nei momenti delle riprese, anche utilizzando idonei giubbini, come pilota del drone.
  • per operazioni di volo non critiche è l’operatore che attesta il possesso da parte del pilota delle qualifiche richieste;
  • per operazioni critiche è ENAC che attesta il possesso di tali qualifiche rilasciando apposita certificazione che ha validità quinquennale.

 

Cosa deve fare l’operatore che ha interesse a dotarsi di uno o più droni e utilizzarli nell’ambito della sua attività?

  • dotarsi di droni certificati dal costruttore e dotati di apposito manuale di volo;
  • dotarsi di una organizzazione tecnica ed operativa adeguata all’operazione da svolgere;
  • dotarsi di un manuale delle operazioni che definisca le operazioni necessarie e le attività di manutenzione e sicurezza;
  • impiegare piloti certificati e addestrati, secondo quanto impartito dal regolamento ENAC;
  • sottoscrivere un’assicurazione contro i danni;
  • per operazioni specializzate non critiche presentare ad ENAC apposita dichiarazione, in cui attesti il rispetto di quanto impartito e la dotazione richiesta (mezzi, pilota, tipo di attività, organizzazione, sicurezza, manuali, ecc);
  • per operazioni specializzate critiche fare richiesta di autorizzazione ad ENAC, contenente quanto meglio specificato in merito nel regolamento ENAC;
  • far seguire al pilota da impiegare l’attività sperimentale propedeutica prima dell’attività in cui lo si intende impiegare;
  • segnalare incidenti qualora si dovessero verificare e/o danni a persone e/o cose.

L’operatore, quindi ad esempio il titolare di un’agenzia che intende creare la propria flotta di droni o comunque utilizzarli per lo svolgimento di attività professionale, per poter effettuare operazioni specializzate a titolo oneroso o meno, deve disporre di piloti certificati, dotarsi di una organizzazione tecnica ed operativa adeguata all’attività e di un manuale delle operazioni che definisca le procedure necessarie per gestire le attività di volo e la manutenzione dei sistemi, richiedere autorizzazione o presentare dichiarazione ad ENAC in base alla criticità dell’operazione da svolgere.

Regole più rigide per i droni con peso uguale o superiore a 25 Kg, per i quali è necessaria l’autorizzazione di aeronavigabilità rilasciata da ENAC sia per impiegarli in operazioni critiche che non critiche. Tali SAPR devono essere registrati ad ENAC e avere un permesso di volo, dimostrare di rispettare una serie di regole sull’organizzazione tecnica, dimostrare di effettuare una regolare manutenzione, effettuare una valutazione dei rischi, dotarsi di un’assicurazione contro i danni, ecc. Questo tipo di droni potrebbe essere impiegato all’interno di confini più ampi (all’interno di un volume di spazio di 150 m massima altezza da terra e raggio di 500 m, la cosiddetta “V150”), a condizione che il pilota resti in contatto visivo diretto con il drone, senza l’ausilio di dispositivi ottici e / o elettronici.

Le regole diventano meno rigide per gli Aeromobili di massa inferiore a 2 kg. Per essi ENAC ha stabilito che Le operazioni specializzate condotte con SAPR di massa massima al decollo minore o uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività. In questi casi:

  • per la conduzione delle operazioni è sufficiente che l’APR venga pilotato da persone in possesso di un Attestato in corso di validità, secondo quanto previsto all’ art. 21 del regolamento, secondo le previsioni del Manuale di volo o documento equivalente.
  • il pilota assume le funzioni di operatore e le relative responsabilità, incluse le registrazioni e segnalazioni. Non sono obbligatori i requisiti organizzativi richiesti agli operatori, ma il pilota deve assicurare la corretta conduzione del mezzo e l’effettuazione della manutenzione prevista.

In ogni caso, indipendentemente dal peso del drone ENAC chiaramente proibisce il sorvolo di assembramenti di persone, per cortei, manifestazioni sportive o inerenti forme di spettacolo o comunque aree dove si verifichino concentrazioni inusuali di persone. A meno che non sia stata rilasciata da ENAC e dalle autorità competenti apposita autorizzazione.

Per maggiori informazioni e per il regolamento completo si rimanda al sito di ENAC.

Il Prontuario delle infrazioni

Il Ministero della Difesa ha invece fissato ferree sanzioni nei casi di violazione delle regole, ad esempio, al Pilota di SAPR di massa massima al decollo inferiore ai 25 Kg impegnato in operazioni specializzate critiche che non rispetti talune delle limitazioni/condizioni poste nel manuale delle operazioni approvato da ENAC (violazione dell’Art. 8, c. 11, Regolamento E.N.A.C. mezzi APR) viene applicato l’Art. 1231 C.d.N. “Inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione” con arresto fino a tre mesi ovvero ammenda fino a € 206,00 in combinato disposto con l’art. 80, c. 3, del D.P.R. 566/1988 che prevede la possibilità di sospensione del titolo da 3 mesi ad 1 anno.

Ad ogni modo, per avere cognizione delle sanzioni applicabili si rimanda al Prontuario delle Infrazioni approvato dal Ministero della difesa lo scorso 30 Aprile.

Occorre ricordare e a questo punto capire come si pone, rispetto alle necessarie richiesta di autorizzazione e dichiarazione imposte da parte di ENAC con il Regolamento il DPR n. 367/2000, in materia di semplificazione dei procedimenti relativi ai rilevamenti e alle riprese aeree, fotografiche e cinematografiche, sul territorio nazionale e sulle acque territoriali e sull’uso dei fotogrammi derivati dalle riprese e dai rilevamenti medesimi. L’art. 3 del Decreto stabilisce che, fermo restando il rispetto degli artt. 788,   789, 790 e 791 del codice della navigazione, l’effettuazione   di rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali è consentita senza preventivi atti di assenso da parte di autorità o enti pubblici.   2. Sono, altresì, consentiti l’uso dei fotogrammi derivati dai rilevamenti   e   riprese di cui al comma 1 e le restituzioni cartografiche dai medesimi fotogrammi.   3. E’ fatta salva l’applicazione delle vigenti disposizioni in materia di trattamento dei dati personali relativamente ai dati raccolti nell’esercizio delle attività disciplinate dal regolamento.Devono essere rispettati, ad ogni modo, i divieti temporanei di ripresa aerea imposti dalle Autorità per motivi di pubblica sicurezza, di sicurezza nazionale o per altri rilevanti interessi nazionali.

Senza dubbio la corsa all’uso dei droni, che con tutta probabilità fino a qualche anno fa il legislatore non si aspettava, impone una chiara regolamentazione, è giunto anche in questo settore coordinare le nuove regole con quelle esistenti!

Nel prossimo articolo, per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento drone, in particolare nei suoi usi professionali, parleremo di droni e privacy!

 

Image By Dkroetsch (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy