E – book e Iva: “cessione di beni” o “fornitura di servizi” ? … questo e’ il problema …

libri digitali e iva

Iva agevolata per gli e – book? La Corte Europea si pronuncia sul ricorso di Francia e Belgio

 

La Corte di Giustizia dell’UE (sez. IV) nel ricorso (C-479/2013) proposto da Francia e Belgio contro la Commissione Europea, nella sua sentenza del 5 marzo 2015, conferma quanto già dichiarato dalla Commissione in fatto di e-book e libri digitali:

la vendita di un libro digitale non configura cessione di beni, ma prestazione di servizi e pertanto tale operazione non può usufruire di un’aliquota Iva ridotta e agevolata, perché ciò non è compatibile con gli articoli 96 e 98 della direttiva IVA (direttiva 2006/112/CE ora modificata dalla direttiva 2010/88/UE), letti in combinato disposto con gli allegati II e III di quest’ultima e con il regolamento di esecuzione n. 282/2011.

La Corte ribadisce che si parla di «cessione di beni» quando avviene il trasferimento del potere di fruire di un bene materiale come proprietario, il libro elettronico, pertanto, non può essere definito bene materiale, in quanto, il supporto fisico che consente la lettura di tale libro, che potrebbe essere qualificato come «bene materiale», non è presente al momento della fornitura. Ne consegue che la fornitura di libri elettronici deve essere qualificata come prestazione di servizi”.

“Va rilevato, continuano i giudici europei, “che l’allegato III della direttiva IVA menziona espressamente, al suo punto 6, nella categoria delle prestazioni che possono essere oggetto di aliquote IVA ridotte, la «fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico». Risulta, pertanto, dalla formulazione di tale punto che l’aliquota IVA ridotta è applicabile all’operazione consistente nel fornire un libro che si trova su un supporto fisico (…) qualsiasi altra interpretazione priverebbe del loro senso i termini «su qualsiasi tipo di supporto fisico» che appaiono in detto punto.

Se è ben vero che il libro elettronico necessita, ai fini della sua lettura, di un supporto fisico, quale un computer, un simile supporto non è tuttavia incluso nella fornitura di libri elettronici.

Ne consegue che, alla luce della formulazione di detto punto 6, tale disposizione non include nel suo ambito di applicazione la fornitura di libri elettronici”.

Anche il nostro Ministro dei Beni Culturali, audacemente, alla fine dello scorso anno, seguendo Francia e Belgio, ha presentato un emendamento, poi approvato alla Camera, con cui è pevista la modifica all’art. 17 della Legge di Stabilità e, considerando libro, ai fini dell’ imposta sul valore aggiunto, ogni pubblicazione identificata da codice ISBN, diffusa mediante qualsiasi supporto fisico e a mezzo di strumenti di comunicazione elettronica, ha abbassato l’Iva sugli e-book che dal 22% è stata portata al 4, equiparando gli e-book ai libri cartacei.

Tuttavia, in base all’interpretazione dell’art. 98, paragrafo 2 secondo comma della direttiva n. 112, offerta nella causa contro il Governo Francese, la Commissione Europea prima e i giudici europei dopo, escludono, categoricamente, ogni possibilità di applicare un’aliquota Iva ridotta ai servizi forniti per via elettronica.

La Francia, secondo la Corte Europea, ha così infranto la normativa dell’Unione e deve essere per questo sanzionata … vedremo, a seguito di questo provvedimento, cosa accadrà in Italia.

Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy