Diritto di recesso e tutela dei consumatori nelle vendite via internet. D. Lgs. n. 21/2014

vendita a distanza nuove norme

Il decreto legislativo del 21 febbraio 2014, n. 21 con cui il legislatore ha attuato la direttiva europea 2011/83/UE, modificando il Codice del Consumo (D. Lgs. 6 Settembre 2005 n. 206), ha fissato obblighi precisi in capo ai professionisti e a tutela dei consumatori in materia di vendita a distanza.

Le norme maggiormente interessanti sono quelle riferite agli obblighi di informazione preventiva e alle indicazioni sul diritto di recesso che devono essere fornire ai consumatori nei contratti di vendita a distanza e quindi anche nei contratti di vendita online (e-commerce). L’art. 49, in particolare, prevede che il professionista e dunque anche il titolare responsabile del sito di e-commerce, qualora la vendita si concluda interamente online debba pubblicare sul sito web e renderne edotto il consumatore precisamente prima della conclusione del contratto di vendita a distanza, una serie di informazioni necessarie per permettere al consumatore di comprendere bene il tipo di servizio/bene che sta acquistando, l’identita’ del professionista che lo offre, i costi, le spese di spedizione, altri oneri aggiuntivi eventuali, le modalita’ di pagamento, il diritto di recesso ecc. Queste informazioni sono parte integrante del contratto di vendita.

Il diritto di recesso, come stabilito dall’art. 52 dello stesso decreto, per i contratti di vendita a distanza, compresa la vendita online, passa da 10 giorni a 14 giorni a partire dalla data di ricezione del bene acquistato, mentre nel caso dei contratti di servizi, dal giorno della conclusione del contratto (sono specificate, in ogni caso, decorrenze diverse in base al tipo di servizio acquistato). E’ necessario, inoltre, inserire sul sito di e-commerce un modulo da compilare (recante le caratteristiche indicate dal legislatore) per facilitare l’esercizio del diritto di recesso ai consumatori e fornire tutte le indicazioni su come restituire la merce acquistata. Qualora nella vendita a distanza (dunque se sul sito web) non si forniscano le infomazioni sul diritto di recesso, sui tempi per l’esercizio e/o sulle modalità lo stesso diritto passa dai 14 giorni a 12 mesi decorrenti dal termine del periodo di recesso inziale.

Qualora il gestore della piattaforma di vendita online non dovesse informare il consumatore secondo le regole dettate, il consumatore non e’ tenuto ad alcun costo relativamente alla restituzione dei beni, ne’ e’ tenuto a sostenere costi aggiuntivi, spese di spedizione per l’eventuale restituzione della merce, ne’ oneri e tasse. Tali obblighi informativi si aggiungono a quelli che il gestore deve ulteriromente inserire e pubblicare sul sito, secondo quanto stabilito dai D. Lgs. n. 59/2010 e D. Lgs. n. 70/2003 e successive modifiche. L’onere della prova, in caso di contenzioso, spetta al professionista, dunque, al gestore del sito per quanto concerne le vendite online.

Le piattaforme di e-commerce, pertanto, devono contenere ogni informazione richiesta dalla normativa per una vendita chiara e corretta.

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Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy