Contratti, case d’aste e diritti dell’autore di opera d’arte nelle vendite successive

The Scream by Edvard Munch, 1893

Una recente pronuncia della CGUE chiarisce la portata dell’art. 1 direttiva 2001/84/CE sulle vendite successive di opere d’arte

Una famosa casa d’aste francese operante nel settore della vendita di opere d’arte inseriva nelle sue condizioni generali di vendita una clausola secondo cui, essa si assumeva il diritto di percepire da parte dell’acquirente una somma equivalente all’importo del compenso dovuto all’autore a titolo di diritto sulle successive vendite. A tal proposito, la Corte di Cassazione francese sospendeva il suo giudizio sulla questione, sollevando una questione pregiudiziale davanti alla CGUE, sull’interpretazione dell’art. 1 della direttiva 2001/84/CE relativo all’ “Oggetto del diritto sulle successive vendite di opere d’arte”.

Sostanzialmente, la Corte francese domandava ai giudici europei se è concesso derogare, mediante disposizioni contrattuali, alla regola dettata dall’articolo 1, paragrafo 4, della [direttiva 2001/84], che pone a carico del venditore il pagamento del diritto sulle successive vendite dell’opera d’arte, oppure se tale regola debba essere interpretata nel senso che il venditore sopporta in definitiva il costo del pagamento del diritto all’autore, senza la possibilità di una deroga convenzionale.

La Corte Europea, dopo aver sottolineato che, in forza dell’articolo 1, paragrafo 1, della direttiva richiamata, il diritto in favore dell’autore sulle successive vendite è un diritto inalienabile che non può essere oggetto di rinuncia anticipata e che mira ad assicurare agli autori, per mezzo di un compenso il cui importo equivale a una percentuale sul prezzo di ogni vendita successiva delle loro opere, un determinato livello di retribuzione, ha affermato ulteriormente che l’articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 2001/84, letto alla luce del considerando 25 della medesima, stabilisce che il debitore del compenso dovuto in relazione al diritto sulle successive vendite dell’opera d’arte è sostanzialmente il venditore, in quanto è il venditore che percepisce il prezzo di acquisto dell’opera.

Sempre lo stesso articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 2001/84, dicono i giudici europei, prevede che uno Stato membro possa decidere di disporre che il debitore sia un soggetto diverso dal venditore che, in via esclusiva o solidale con il venditore, sarà obbligato a corrispondere i compensi all’autore, scegliendolo tra i professionisti che intervengono nella rivendita dell’opera, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, ma non vieta che il venditore o un professionista del mercato dell’arte, che interviene nella transazione, possa concordare, al momento della rivendita, con qualsiasi altro soggetto, compreso l’acquirente, che quest’ultimo sopporti in definitiva il costo del compenso dovuto all’autore in forza del diritto sulle successive vendite, fermo restando che tale accordo contrattuale non pregiudica in alcun modo gli obblighi e la responsabilità posti in capo al debitore verso l’autore.

Si riportano di seguito gli articoli riferiti all’argomento di cui alla normativa italiana sul diritto d’autore (L. n. 633/41)

Capo II Trasmissione dei diritti di utilizzazione delle opere d’ingegno

Sezione VI Diritti dell’autore sulle vendite successive di opere d’arte e di manoscritti

Art. 144

  1. Gli autori delle opere d’arte e di manoscritti hanno diritto ad un compenso sul prezzo di ogni vendita successiva alla prima cessione delle opere stesse da parte dell’autore.
  2. Ai fini del primo comma si intende come vendita successiva quella comunque effettuata che comporta l’intervento, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, di soggetti che operano professionalmente nel mercato dell’arte, come le case d’asta, le gallerie d’arte e, in generale, qualsiasi commerciante di opere d’arte.
  3. Il diritto di cui al comma 1 non si applica alle vendite quando il venditore abbia acquistato l’opera direttamente dall’autore meno di tre anni prima di tali vendite e il prezzo di vendita non sia superiore a 10.000,00 euro. La vendita si presume effettuata oltre i tre anni dall’acquisto salva prova contraria fornita dal venditore.

(…)

Art. 152

  1. Il compenso di cui agli articoli 144 e 150 è a carico del venditore.
  2. Fermo restando quanto disposto nel comma 1, l’obbligo di prelevare e di trattenere dal prezzo di vendita il compenso dovuto e di versarne, nel termine stabilito dal regolamento, il relativo importo alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE), è a carico dei soggetti di cui all’art. 144, comma 2.
  3. Fino al momento in cui il versamento alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) non sia stato effettuato, i soggetti di cui al comma 2 sono costituiti depositari, ad ogni effetto di legge, delle somme prelevate.

4. I soggetti di cui al comma 2, intervenuti nella vendita quali acquirenti o intermediari, rispondono solidalmente con il venditore del pagamento del compenso da questi dovuto.

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Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy