Trasformare dipinti in fotografie. L’opera derivata e i diritti d’autore

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L’art. 18 della Legge sul diritto d’autore assieme agli altri diritti di sfruttamento economico prevede anche quello di elaborazione dell’opera d’ingegno. Tale diritto si riferisce al fatto che l’autore ha il potere di decidere di trasformare l’opera in qualunque forma e modo, compresa la trasformazione della forma espressiva utilizzata nell’opera originaria in un’altra e diversa forma espressiva, come ad esempio, può accadere quando da un’immagine fotografica si trae un’opera pittorica o anche una scultura , volendo seguire la tendenza del momento, una stampa 3D o anche quando accade il contrario quando ad esempio si realizza un’immagine fotografica partendo da un dipinto. Recita infatti l’art. 18, comma 2 “Il diritto esclusivo di elaborare comprende tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di trasformazione dell’opera previste nell’art. 4”, ovvero l’autore ha il diritto di tradurre l’opera in altra lingua, trasformare l’opera da una forma all’altra, modificare o aggiungere ulteriori elementi all’opera originaria, effettuare adattamenti, riduzioni, realizzare compendi, variazioni anche sui rifacimenti dell’opera originaria, considerando che l’elenco di operazioni previste all’art. 4, non è tassativo, ma solo esemplificativo; al comma 4 dell’art. 18 si afferma inoltre che l’autore ha il diritto esclusivo di introdurre nell’opera qualsiasi modificazione.

Quando si decide di realizzare una fotografia partendo da un dipinto famoso, si rientra dunque nell’ambito del diritto di elaborazione che spetta in esclusiva all’autore del dipinto.

Occorre precisare che il diritto di elaborazione comprende non solo l’opera intera, ma anche singole parti dell’opera.

Se quindi un terzo abbia interesse a trasformare l’opera pittorica di un autore in un’altra forma, dovrà necessariamente chiedere il consenso di questi prima di procedere, diversamente si verificherebbe una violazione del diritto morale dell’autore e dei diritti di sfruttamento economico, nello specifico proprio quello di elaborazione che spetta in via esclusiva all’autore dell’opera originaria.

Ad ogni modo, se l’opera derivata (la fotografia tratta dal dipinto) ha carattere creativo, lo stesso articolo 4 della L. n. 633/41 prevede per essa la protezione come opera d’ingegno. In altri termini, se un terzo trasforma un’opera d’arte in un’opera fotografica e a quest’ultima si riconoscono i requisiti per assurgere al rango di opera d’ingegno, allora in capo al terzo nasceranno diritti morali e di sfruttamento economico relativamente a tale opera derivata, ma, recita l’art. 4 solo “senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria”. Questo significa, che per poter godere dei diritti di sfruttamento economico e morali della sua opera, il terzo dovrà aver ricevuto l’autorizzazione all’elaborazione da parte dell’autore dell’opera originale da cui ha tratto la sua derivata, diversamente nessun diritto potrà essergli riconosciuto, in quanto autore di un illecito[1].

Si tenga presente che vi è un filo sottile che distingue elaborazione dell’opera originale in un’altra e ispirazione tratta da un’opera. Si ha elaborazione, infatti, quando, pur esistendo nell’opera derivata tratti di originalità e creatività, che consentono di individuare un’identità nell’opera derivata, oltre all’ espressione e al carattere personale dell’autore, in tale opera derivata si riesce sempre a rinvenire il tratto essenziale e caratterizzante di quella originaria da cui la prima è tratta, diversamente, quando, data la creatività e l’originalità dell’opera derivata, quella originale quasi scompare e non si riesce a recuperare in quella derivata il tratto distintivo della prima, allora non potrà più parlarsi di opera derivata, ma di opera originale tout court , in cui l’autore ha solo tratto una mera ispirazione da un’altra opera. In tal caso, occorrerà verificare, analizzando il caso concreto, se si è effettivamente verificata una violazione dei diritti dell’autore dell’opera originaria.

Diversamente, se l’opera derivata non ha i caratteri per diventare a sua volta opera d’ingegno e si manifesta come una pedissequa e banale “copia” in altra forma di quella originale, allora si potrà ipotizzare la contraffazione, salvo naturalmente aver ricevuto il consenso dell’autore dell’opera originaria.

Il consenso all’elaborazione, che sarà sempre redatto nelle forme di una licenza d’uso, andrà anche a definire dettagliatamente i limiti dell’elaborazione (ovvero ciò che è consentito fare al terzo), fissando l’eventuale prezzo della concessione, che potrà prevedere a carico dell’elaboratore e in favore dell’autore dell’opera originaria, non solo un compenso forfettario connesso alla modifica, ma anche una percentuale sulle vendite dell’opera derivata, questo in quanto, ai sensi dell’art. 7 secondo comma della L. n. 633/41, l’autore dell’elaborazione è l’elaboratore nei limiti del suo lavoro, ciò significa che sull’opera derivata gravano sempre in concomitanza i diritti dell’autore dell’opera originaria e quelli dell’elaboratore, salvo che per la prima non siano trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore, in tal caso, solo l’elaboratore manterrà i diritti sull’opera, in quanto, in tal circostanze, l’opera originaria entra nel pubblico dominio.

Del 2016 è il diverso e contrario caso di un noto pittore newyorkese che, aveva realizzato a getto d’inchiostro su tela la riproduzione pedissequa di fotografie pubblicate su un noto social di condivisione di immagini; le tele così ottenute erano state poi esposte in una galleria d’arte e vendute all’asta a prezzi esorbitanti. L’unica modifica era stata l’inserimento di frasi bizzarre ed emoticon alle fotografie. Il pittore e la galleria sono stati citati in giudizio e condannati per violazione dei diritti d’autore, anche perchè le modifiche effettuate non avevano nemmeno un grado di originalità tale per giustificare la protezione delle tele come opere d’ingegno. Anche in questo caso, essendo le immagini fotografiche tutelate come opere d’ingegno dal diritto d’autore, per ogni loro elaborazione è obbligatorio il consenso dell’autore.

Se si ha interesse a realizzare per poi diffondere o commercializzare delle immagini fotografiche tratte da dipinti famosi (o viceversa), ma sui quali insiste ancora il diritto d’autore, perchè non sono trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore, molto importante è negoziare gli utilizzi del dipinto e i compensi, stipulando un idoneo contratto di licenza.

[1] Cass. Civ. n. 9139 del 1990

 

Annalisa Spedicato – Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy

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Autore Annalisa Spedicato

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