Condizioni di vendita, disclaimer e privacy per i siti di commercio elettronico

regolamentazione siti di ecommerce

Hai bisogno di regolamentare il sito di e_commerce?

Un sito di commercio elettronico che non rispetti le norme può esporre il gestore o titolare a rischi notevoli (e, indirettamente, spesso, anche il professionista che lo realizza), dal punto di vista delle sanzioni amministrative (e in alcuni casi anche penali) che possono essere comminate a seguito di eventuali controlli, ma anche in relazione alla difficoltà di difendersi, nell’ambito di possibili richieste di risarcimento avanzate da consumatori e/o altri professionisti.

Innanzitutto, un imprenditore che decida di avviare un sito di commercio elettronico deve avere ben chiaro in mente a chi intende rivolgersi con la propria attività online: consumatori, altri professionisti, entrambi. A seconda della scelta, infatti, si applicano regole ben precise.

Vediamo insieme alcune regole da rispettare e le relative sanzioni in caso di violazione.

Supponiamo di omettere semplicemente, magari per dimenticanza, l’indicazione sul sito web di commercio elettronico della sola partita iva della nostra s.r.l.. In questo caso, rischiamo una sanzione amministrativa che va da 103,00 a 10.000,00 euro: si applica, infatti, l’art. 7 del d. lgs. n. 70/2003, il quale prevede l’obbligo per il prestatore di indicare sul proprio sito una serie di informazioni, tra cui anche il numero di P.Iva (lett. g). L’omessa indicazione di tali informazioni obbligatorie, se il fatto non costituisce più grave reato, ai sensi dell’art. 21 dello stesso decreto, prevede l’applicazione della sanzione predetta.

Ma l’obbligatoria indicazione della partita iva è prevista anche per i siti vetrina (quei siti che si limitano a presentare l’attività d’impresa) secondo quanto stabilito dal DPR n. 633/72, come, peraltro, chiarito anche dall’Agenzia delle Entrate (R.M. n. 60, 16/05/2006). In questi casi, l’omissione comporta una sanzione amministrativa che va da 258,00 a 2.065,00 euro.

Poniamo il caso di operare rivolgendoci ai consumatori, ovvero, utilizzando la terminologia impiegata nel mondo reale, di svolgere online commercio al dettaglio. Ebbene, in questa ipotesi, le pagine del sito web che ospitano le vetrine descrittive dei prodotti o anche del servizio offerto, oltre a dover rispettare quanto previsto dal D. Lgs. n. 70/2003, dovranno essere realizzate anche nel rispetto del Codice del Consumo (D. Lgs. n. 206/2005), come modificato dal D. Lgs. n. 21/2014 e della direttiva n. 2011/83/UE che ne è alla base. Pertanto, è bene prestare attenzione partendo dall’implementazione delle pagine che ospitano la descrizione dei prodotti. Ogni pagina del sito di e_commerce andrà realizzata secondo le regole e ogni fase del processo d’acquisto dovrà contenere le informazioni indicate dalla legge, oltre a dover costruire un’apposita pagina specificamente dedicata alle condizioni di vendita complete.

Opportune informazioni, richieste dalla legge, andranno indicate per evitare sanzioni anche quando si progetta un’offerta promozionale, sconti, premi, concorsi online e simili.

Occorre predisporre ogni cosa in modo chiaro, considerando, peraltro, che, secondo quanto stabilito dall’art. 49 del D. Lgs. n. 21/2014 che ha modificato il Codice del Consumo, “L’onere della prova, relativo all’adempimento degli obblighi di informazione di cui alla presente sezione incombe sul professionista”, ovvero sul gestore dell’attività online.

Il Decreto n. 21/2014 demanda all’AGCM il compito di accertare ed inibire le violazioni, comminando le relative sanzioni. In questi casi, si può essere sanzionati, ad esempio per pratiche commerciali scorrette con una sanzione che va da 2.000,00 a 5.000.000,00 di euro e, come specificato dall’AGCM, nel caso di pratiche commerciali suscettibili di pregiudicare la sicurezza dei minori o che, riguardando prodotti pericolosi, omettano di specificarlo, la sanzione minima non può essere inferiore a 50.000,00 euro. Si può essere sanzionati anche per pubblicità ingannevole, con sanzioni che, in caso di accertamento dell’ingannevolezza, vanno da 5.000,00 a 500.000,00 euro; per concorrenza sleale; clausole vessatorie, ecc…

Avere un sito di commercio elettronico che rispetta le norme è indispensabile anche quando si deve fornire la prova che si è rispettata la legge in eventuali richieste di risarcimento avanzate direttamente dai consumatori con cui si è concluso il contratto di vendita on line, provando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Ma non è finita! Per avere un sito a norma ed evitare sanzioni, è necessario rispettare anche la disciplina prevista dal Codice Privacy.

In relazione al trattamento dei dati personali, si ricorda che l’omessa o inidonea informativa all’interessato comporta la sanzione pecuniaria di cui all’art. 161 del D. Lgs. n. 196/2003 da 6.000,00 a 36.000,00 euro.

Nel caso in cui i dati sono ceduti a terzi, senza il consenso dell’interessato, e non si rientra nelle ipotesi ammesse, la sanzione prevista va da mille euro a seimila euro.

Se non è assicurato un livello minimo e idoneo di protezione dei dati trattati ovvero, in violazione delle misure indicate nell’articolo 33 o delle disposizioni indicate nell’articolo 167, è altresì applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro.

Qualora si decidesse di effettuare operazioni di profilazione, oltre che chiedere ed ottenere il consenso espresso all’interessato, occorre notificarlo preventivamente al Garante perché, Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi degli articoli 150, comma 2, e 157 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  diecimila  euro  a sessantamila euro.

Senza dimenticare il nuovo provvedimento del Garante in materia di cookie (8 maggio 2014) il cui termine per l’adeguamento è scaduto il 2 Giugno 2015.

 

Oltre agli opportuni disclaimer da inserire sul sito per richiedere il consenso quando necessario, completi d’ informativa sintetica, è necessario redigere correttamente i documenti relativi a Privacy e Cookie Policy, inserendoli in opportune aree del sito, visibili e facilmente raggiungibili dall’utente.

 

Per regolamentare il tuo sito di commercio elettronico, per una consulenza su Privacy  e Cookie  o per redigere le Condizioni di Vendita o di servizio online, per sapere come gestire i pagamenti, rispettando le norme ed evitando sanzioni, provando di aver adempiuto correttamente alla legge in eventuali richieste di risarcimento, il fai da te non è più sufficiente, è utile rivolgersi a professionisti qualificati.

Contattaci, il nostro consulente legale esperto in materia di regolamentazione di siti di ecommerce, sarà al tuo fianco per mettere a norma il tuo sito di commercio elettronico.

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Autore Annalisa Spedicato

Avvocato Esperto in IP ICT e Privacy